Il fatto
La Corte di Appello di Bari, con la sentenza n. 4360/2025, ha confermato la responsabilità penale di soggetti operanti in ambito imprenditoriale per avere costretto lavoratori dipendenti ad accettare condizioni lavorative irregolari — tra cui prestazioni straordinarie non retribuite, mansioni non dovute e attività prive delle necessarie misure di sicurezza — mediante la reiterata minaccia di licenziamento e di perdita del posto di lavoro.
I lavoratori, costituiti parte civile e assistiti dallo Studio, hanno ottenuto la conferma in sede di appello delle responsabilità già accertate in primo grado, con conseguente riconoscimento del diritto al risarcimento dei danni in sede civile.
Si tratta di un risultato di particolare rilievo nella tutela dei diritti dei lavoratori vittime di condotte coercitive nel rapporto di lavoro.
Quando la minaccia di licenziamento diventa reato di estorsione
La decisione riafferma un principio giuridico consolidato: la minaccia di licenziamento integra il reato di estorsione quando viene utilizzata per costringere il lavoratore ad accettare prestazioni non dovute o condizioni illegittime, con conseguente profitto economico per il datore di lavoro.
Il profitto può consistere anche nel semplice risparmio di costi aziendali, derivante dal mancato pagamento delle retribuzioni o dalla violazione delle norme di sicurezza sul lavoro.
Abuso del potere datoriale e tutela penale del lavoratore
La pronuncia chiarisce che anche l’esercizio di facoltà formalmente legittime può assumere rilevanza penale quando venga utilizzato come strumento di pressione indebita.
Nel rapporto di lavoro, infatti, la minaccia di perdita dell’occupazione incide direttamente sulla libertà di autodeterminazione del lavoratore, soprattutto in presenza di una condizione di subordinazione economica.
Autonomia tra causa civile e processo penale
La Corte ha inoltre ribadito l’autonomia tra giudizio civile e penale: l’eventuale mancato riconoscimento di pretese economiche in sede lavoristica non esclude la configurabilità del reato, potendo dipendere da profili processuali e probatori diversi tra loro.
Un risultato nella tutela dei lavoratori
La decisione rappresenta un importante risultato professionale nell’attività di assistenza alle parti civili svolta dallo Studio e conferma la rilevanza di un approccio integrato tra diritto penale e diritto del lavoro nella protezione dei diritti dei lavoratori.
